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Abusiva occupazione di spazio demaniale

by admin - giugno 29th, 2009.
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L’apparato sanzionatorio del codice della navigazione, collocato all’interno del Libro I, parte terza (artt. 1080 – 1248), ripartito a sua volta in quattro titoli, contempla al proprio interno l’art. 1161 che apre il Capo I del Titolo III del suddetto libro, relativo alle “contravvenzioni concernenti le disposizioni sui beni pubblici destinati alla navigazione” nonché posto a tutela del bene giuridico espresso dall’ “interesse pubblico all’inviolabilità del demanio marittimo ed aereo”.
Essa, in particolare, nel suo contenuto precettivo mira a salvaguardare l’interesse della collettività all’uso pubblico dei beni demaniali.
Articolato in due commi, la norma in esame delinea illeciti sia penali (al primo comma), sia amministrativi (al secondo comma), benché i primi hanno un carattere sussidiario.
Nel suo dettato letterale la norma de qua punisce “Chiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna, ne impedisce l’uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate, ovvero non osserva i vincoli cui è assoggettata la proprietà privata  nelle zone prossime al demanio marittimo od agli aeroporti (..)”.
Si tratta di una serie di sanzioni penali volte a punire una serie di condotte alternative, pendant di un reato permanente ed in parte autonomamente delineate ed in parte individuate tramite la tecnica del rinvio.
Emerge prima facie la prima sottofattispecie che, delineando gli schemi d’una condotta penalmente rilevante “a forma libera”, incrimina l’occupazione arbitraria d’uno spazio del demanio marittimo o aeronautico ovvero delle zone portuali della navigazione interna.
La libertà della forma espressa dalla citata sottofattispecie si estrinseca, per citare le numerose sentenze che hanno contribuito a delinearne la fisionomia, nell’acquisizione o la conservazione del possesso di un’opera già costruita sul demanio, l’attracco di natante in specchio d’acqua già prossimo ad un porto, la collocazione di ombrelloni e lettini sulla spiaggia o la recinzione di parte di quest’ultima con rete metallica.
Quanto al profilo temporale si è osservato che, data la natura di reato permanente della fattispecie, la sua cessazione può avvenire “o per atto volontario dell’agente o per altre cause che impediscano la prosecuzione dell’utilizzazione dell’area (…) con il venir meno della concessione demaniale o con la condanna dell’imputato in primo grado  (…) anche nell’ipotesi in cui l’occupazione sia avvenuta con la costruzione di un manufatto che l’agente continui ad usare anche dopo che sia passato in proprietà della pubblica amministrazione, in quanto l’uso del bene costituisce manifestazione univoca di illecito possesso del bene”.
Segue a ruota poi la punibilità del comportamento di chi, in qualsiasi modo impedisca l’uso pubblico di uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali interne, sia la realizzazione di innovazioni non autorizzate nel medesimo spazio, compresa l’inosservanza dei “vincoli cui è assoggettata la proprietà privata nelle zone prossime al demanio marittimo od agli aeroporti”.
In merito all’assenza del titolo legittimante l’occupazione dello spazio demaniale o la realizzazione di innovazioni o l’esecuzione di nuove opere, la Corte di Cassazione ha assunto un orientamento molto rigoroso, sostenendo per un verso la necessità di un “titolo” valido ed affermando per un altro, la sussistenza del reato in caso di concessioni non prorogate o non rinnovate dopo la scadenza, di subingresso nella concessione non autorizzato o di affidamento della gestione dell’attività parimenti non autorizzato, di ottenimento della sola autorizzazione edilizia, di occupazione del suolo in periodi diversi da quelli indicati nel titolo autorizzatorio.
Il secondo comma, invece, sanziona in via amministrativa l’occupazione arbitraria già delineata nel comma precedente qualora venga realizzata con un veicolo.
La diversa ratio prevista per l’occupazione effettuata con natanti, rispetto a quella fatta con veicoli, è stata spiegata per via della maggiore facilità di rimozione di questi ultimi.

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