Avvocato Ambiente Studio Legale Ambientale

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bonifiche e fusioni societarie

by admin - luglio 22nd, 2016

GLI OBBLIGHI DI BONIFICA PERMANGONO IN CASO DI FUSIONE

Il Tar Piemonte è intervenuto in materia di permanenza degli obblighi di bonifica in caso di operazione straordinaria di fusione societaria.

Segnatamente, con la sentenza nr. 674 del 13 maggio 2016, il Giudice Amministrativo piemontese ha ribadito che la new.co originata da una fusione, succeda in tutti i rapporti attivi e passivi facenti capo alla società incorporata, pertanto anche le responsabilità per ripristino non possono che ricadere sulla società subentrante.

Una diversa interpretazione difatti, darebbe adito a ritenere sufficiente un semplice processo di fusione societaria, al fine di liberare il soggetto responsabile dagli obblighi di bonifica, così eludendo il principio primario su cui si fonda il diritto dei rifiuti, ovverosia “CHI INQUINA PAGA”.

rumore e disturbo alla collettività

by admin - luglio 7th, 2016

IL CONFINE TRA IL “RUMORE” PENALMENTE RILEVANTE E QUELLO “CIVILISTICO”

Con la sentenza nr. 10478 del 14.3.2106 , la Corte di Cassazione è nuovamente intervenuta in materia di inquinamento acustico.

Segnatamente, la pronuncia in oggetto ha ribadito quello che è l’orientamento maggioritario della giurisprudenza di legittimità, in punto di rilevanza penale o meno delle condotte di immissioni moleste acustiche.

Viene difatti ritenuta essere rilevante, ai sensi dell’art. 659 co. 1 del Codice Penale, la condotta di immissioni sonore moleste, laddove questa sia astrattamente idonea ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone.

Diversamente, quando le immissioni sono idonee ad arrecare disturbo a singoli soggetti, la rilevanza è circoscritta all’ambito previsto dall’ordinamento civile.

Nel caso di specie, la condotta era riferita ad una società proprietaria di una azienda alberghiera di dimensioni importanti, situata nel territorio pugliese.

garanzia bonifica siti inquinati

by admin - maggio 26th, 2016

LA GARANZIA FINANZIARIA DEL RESPONSABILE DELLA BONIFICA

Il soggetto responsabile della bonifica deve prestare alla competente Regione una idonea garanzia finanziaria, la cui quantificazione  - indipendentemente dalle spese già sostenute- deve necessariamente fondarsi sul costo complessivo dell’opera.

Questo è l’orientamento del Tar Lombardia, segnatamente con la pronuncia numero 42/2016 il Giudice amministrativo ha esplicato la portata dell’art. 242 co. 7 del Testo Unico Ambiente.

Tale norma, nella sua formulazione letterale, vincola l’entità della garanzia da prestare al parametro del “costo stimato di intervento”.

Nel caso di specie, il ricorrente aveva impugnato una ordinanza comunale con cui, nella valutazione della garanzia, l’amministrazione ne aveva parametrato l’importo al costo COMPLESSIVO della messa in sicurezza operativa.

Pare opportuno evidenziare che, nel caso de quo, il Comune ebbe modo di applicare la massima percentuale di garanzia prevista dalla citata normativa, vale a dire il 50% del costo totale.

La doglianza primaria era dunque aderente alla mancata considerazione, da parte della autorità comunale, degli esborsi già sostenuti dal ricorrente per la realizzazione dei primi interventi, i quali – lamentava lo stesso- avrebbero dovuto essere decurtati ai fini del calcolo relativo alla garanzia.

Il Collegio, nella citata sentenza ha ritenuto “inaccettabile” tale richiesta, volta a ridurre la garanzia finanziaria, sulla base della impossibilità di verifica preventiva della corretta esecuzione dei lavori stessi.

albo gestori novità responsabili tecnici

by admin - maggio 20th, 2016

IN ARRIVO MODIFICHE DALL’ALBO PER I RESPONSABILI TECNICI

Il 20 Aprile 2016, il Comitato nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha stabilito (con la deliberazione n.2) che, per l’assunzione dell’incarico di responsabile tecnico all’interno delle imprese che svolgono commercio ed intermediazione di rifiuti, d’ora in avanti sarà sufficiente qualunque tipologia di diploma di scuola secondaria di secondo grado.

In attesa dell’emanazione delle disposizioni attuative del nuovo regolamento albo gestori (segnatamente degli artt. 12 e 13 Dm 120/2014) trova applicazione il regime temporaneo previsto dal previgente dm 406/1998.

Il Dm 120/2014 porterà (quando entrerà a pieno regime operativo) una riformulazione delle norme in materia di formazione professionale, introduttive -tra le altre modifiche- della dimostrazione della propria idoneità a ricoprire il ruolo di DT a mezzo del superamento di apposite verifiche tenute dall’Albo, sia all’inizio che nel corso della attività professionale.

Sono tuttavia previste delle apposite deroghe, rispetto a tale nuovo regime di verifica delle idoneità, per i legali rappresentanti di comprovata esperienza di imprese del settore, i quali rivestano la doppia qualifica di direttore tecnico e di legale rappresentante.

Sono inoltre previste parziali modifiche in materia di requisiti, con riferimento allo status penale e civile dei responsabili tecnici.

In particolare:

  1. la assenza di condanne passate in giudicato, incluso il patteggiamento, effetti estinti e condono, a pene detentive per reati in materia di ambiente, salute, edilizia ed urbanistica, alla reclusione ultraannuale in caso di delitti non colposi. Tuttavia tali esclusioni non trovano applicazione in caso di condanne ultradecennali o in caso di intervenuta estinzione del reato.
  2. falsificazioni a danno dell’Albo Gestori ambientali.
  3. misure preventive “antimafia”.
  4. la assenza di interdizioni o inabilitazioni.

In conclusione, riassumendo le principali novità, si può parlare di un intervento volto a razionalizzare la disciplina dei requisiti tecnici per i responsabili tecnici di imprese che gestiscono RIFIUTI, tramite una semplificazione dei titoli professionali abilitanti, tuttavia la contropartita è data da un irrigidimento del regime di verifiche (iniziali e periodiche) cui dovranno sottostare gli appartenenti della categoria.

 

 

appalti e ambiente

by admin - aprile 29th, 2016

PIU’ “ECO” CONVIENE: Gare con corsia preferenziale per chi è Eco-oriented


Il nuovo Codice degli Appalti appena entrato in vigore riscrive in buona parte i criteri per l’aggiudicazione delle gare indette dalla P.A.

Per ciò che riguarda i settori ordinari la scelta dell’aggiudicatario sarà effettuata sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, oppure dell’elemento prezzo o costo, secondo criterio di comparazione costo/efficacia quale il costo del ciclo di vita.

Il metodo del miglior rapporto qualità/prezzo dovrà essere fondato su criteri oggettivi, tra cui rientrano per l’appunto i parametri ambientali.

Il criterio del minor prezzo assume, quindi, stando al testo del codice entrato in vigore il 19 aprile 2016 carattere residuale e sembrerebbe esser stato rilegato a gare relative a servizi/forniture standardizzati ed inferiori alle soglie di rilevanza comunitaria previste dall’art. 35.

In tal senso gli operatori economici in possesso di sistemi di gestione ambientale riconosciuti a livello comunitario, dotati di certificazioni di qualità ambientale e sicurezza sul lavoro potranno godere di vantaggi non trascurabili.

A titolo esemplificativo, si pensi che tra le novità introdotte dal D.Lgs. 50/2016 (art. 93) vi è la possibilità per i partecipanti in possesso di “rating di legalità” o attestazione del modello organizzativo 231/2001 di fruire di uno sconto (fino al 30%) sulle garanzie da prestare all’atto della presentazione dell’offerta.