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Riduzione co2 in Spagna

by admin - novembre 25th, 2016

Nuovi accordi volontari in Cataluña per diminuire l’inquinamento atmosferico

39 nuove organizzazioni hanno aderito al programma volontario di riduzione delle emissioni di gas con effetto serra

Questo programma è stato avviato nell’anno 2010 con l’intenzione di dimostrare lo sforzo ricercato da parte delle imprese e delle istituzioni nella lotta contro l’inquinamento atmosferico.

Ogni anno, gli attori coinvolti, su base volontaria, si impegnano a stilare inventari delle emissioni nocive ed a predisporre mezzi adeguati per contrastarne gli effetti negativi.

In questi anni di successo dell’iniziativa, si sono predisposte 1.100 misure specifiche per la riduzione di queste emissioni, di cui 900 giá implementate ed operative.

Di queste misure già attive, il 9% è dedicato al miglioramento dell’efficienza energetica delle installazioni, il 17% è relativo alla mobilitá, le rimanenti quote sono destinate ad altri settori interessati tra i quali spiccano i rifiuti ed i mezzi di trasporto.

Uno dei risultati piú ambiziosi raggiunto da questi accordi é il “Piano di riduzione delle emissioni della confederazioni del commercio di Cataluña”, che contempla sia misure in materia di efficienza energetica, sia in materia di mobilitá sostenibile e di prevenzione dei rifiuti.

Concretamente, si sono prese le seguenti decisioni per il risparmio energetico: è stato modificato l’orario della giornata di lavoro, passando al tempo continuato, per approfittare della luce naturale, riduzione dell’uso dell’elettricitá e diminuzione degli spostamenti in veicoli privati; inoltre si sono diffuse “buone pratiche” (best practices) relative all’uso degli apparati elettronici per evitare un consumo eccessivo di elettricitá.

Per quanto riguarda la riduzione delle emissioni dovute alla mobilitá, si promuove l’uso dei mezzi pubblici di trasporto.

Per prevenire l’accumulo di rifiuti, si incentiva l’utilizzo di mezzi informatici per la comunicazione, riducendo al minimo il consumo di carta.

In conclusione, grazie a queste misure specifiche e mirate, sono state ridotte le emissioni di 1.991 kg CO2eq, ottenendo quindi ottimi risultati.

L’esempio apportato é solo uno dei tanti, per dimostrare come attraverso un accordo totalmente volontario si possano ottenere risultati concreti e notevoli, che contribuiscono al miglioramento della qualitá di vita di tutti i cittadini.

nuovo reato di inquinamento ambientale e danno irrimediabile

by admin - novembre 7th, 2016

LA CORTE DI CASSAZIONE ESCLUDE L’IRRIMEDIABILITA’ DEL DANNO NEL NUOVO REATO DI                   INQUINAMENTO AMBIENTALE EX ART. 452bis CODICE PENALE

Con la recentissima sentenza nr. 46170 del 3 novembre 2016, la Corte di Cassazione si è trovata ad analizzare in anteprima assoluta il nuovo reato previsto e punito dall’art. 452 bis del Codice Penale.

Segnatamente, la nuova fattispecie delittuosa di inquinamento ambientale così come introdotta a seguito della legge 68/2015 (c.d. “Eco-reati”) non prevede in maniera espressa se la “compromissione” o il “deterioramento” delle matrici ambientali debbano essere di natura estemporanea piuttosto che irrimediabili.

Alla luce di tale “vuoto” normativo, la Suprema Corte, per la prima volta si è trovata a doverlo colmare; il caso de quo ruotava attorno ad un sequestro preventivo nei confronti di un cantiere ed un fondale, in relazione ad attività di dragaggio nel molo cittadino; al Direttore dei Lavori veniva contestato il mancato rispetto delle previsioni progettuali, a seguito del quale si verificava la dispersione di sedimenti nelle acque, unitamente ai contaminanti in essi contenuti, individuati in metalli pesanti ed idrocarburi.

Il Tribunale di La Spezia accoglieva il ricorso proposto dal Direttore dei Lavori, cui veniva contestata la nuova fattispecie di inquinamento ambientale, sulla base del fatto che la compromissione ed il deterioramento delle matrici ambientali non fosse tendenzialmente irrimediabile allo stato di fatto attuale.

Avverso alla pronuncia in oggetto propose ricorso il Procuratore della Repubblica della città di La Spezia, per giungere quindi al giudizio della Corte di Cassazione.

Il Giudice di merito ha sottolineato che in realtà la norma penale in oggetto non preveda espressamente un elemento di tendenziale irrimediabilità affinchè possa ritenersi integrata la condotta tipizzata.

Alla luce di questo primo intervento, pare dunque che la norma non vada interpretata nel senso di richiedere una irrimediabilità del danno al fine di poter configurare il delitto di inquinamento ambientale, ma che siano sufficienti anche effetti estemporanei di natura dannosa.

impianti rinnovabili e normativa rifiuti

by admin - ottobre 13th, 2016

BIOMASSE: NECESSARIA LA VERIFICA DELLA CONFORMITA’ NORMATIVA IN MATERIA DI RIFIUTI

Per quanto attiene agli impianti a biomassa, il regime di esclusione dalla normativa “rifiuti”, così come previsto dall’art. 185 del Testo Unico Ambiente, trova applicazione unicamente nel caso in cui la biomassa venga utilizzata DIRETTAMENTE dalla azienda stessa.

Tale esclusione non opera invece, laddove la biomassa venga raccolta separatamente e trattata fuori sito, in quanto rientrante nella classificazione di rifiuto, ai sensi dell’allegato D alla parte IV del Testo Unico Ambiente.

Questo è l’orientamento che il Consiglio di Stato ha elaborato, all’interno della sentenza 5 Maggio 2016 n. 1970.

Pertanto, con riferimento agli impianti a biomassa, anche la autorizzazione unica emessa ai sensi del D. lgs. 387/2003 può essere annullata nel caso venga rilasciata priva della necessaria autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti.

Occorre dunque che la conformità alla normativa in tema di rifiuti venga espressamente vagliata in sede di conferenza di servizi.

conferimento rifiuti e gestione illecita

by admin - settembre 15th, 2016

RIFIUTI, ESTESO IL CONCETTO DI CONFERIMENTO ALLA “GESTIONE ILLECITA”

Il 24 agosto 2016, con la sentenza nr. 35464, la Suprema Corte di Cassazione ha ampliato la portata dell’art. 188 co. 3 del Testo Unico Ambiente.

L’argomentazione del Giudice di legittimità muove dalla circostanza per cui, la condotta di trasporto dei rifiuti è un antecedente logico, un presupposto necessario del conferimento degli stessi.

Pertanto, tale prodromica attività di trasporto, effettuata in assenza delle prescritte autorizzazioni di legge, rientra pacificamente nella fattispecie di gestione illecita prevista dall’art. 256 del Testo Unico.

Viene pertanto esteso il concetto di conferimento di rifiuti, sino a ricomprendere quello di gestione illecita degli stessi.

bonifiche e fusioni societarie

by admin - luglio 22nd, 2016

GLI OBBLIGHI DI BONIFICA PERMANGONO IN CASO DI FUSIONE

Il Tar Piemonte è intervenuto in materia di permanenza degli obblighi di bonifica in caso di operazione straordinaria di fusione societaria.

Segnatamente, con la sentenza nr. 674 del 13 maggio 2016, il Giudice Amministrativo piemontese ha ribadito che la new.co originata da una fusione, succeda in tutti i rapporti attivi e passivi facenti capo alla società incorporata, pertanto anche le responsabilità per ripristino non possono che ricadere sulla società subentrante.

Una diversa interpretazione difatti, darebbe adito a ritenere sufficiente un semplice processo di fusione societaria, al fine di liberare il soggetto responsabile dagli obblighi di bonifica, così eludendo il principio primario su cui si fonda il diritto dei rifiuti, ovverosia “CHI INQUINA PAGA”.